2 Aprile – Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. Autismo e Disturbi Alimentari: cosa devi sapere per offrire il giusto supporto

Perché è importante la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo?

Il 2 aprile è una giornata fondamentale per sensibilizzare sull’Autismo, una condizione che riguarda milioni di persone. Tra le tante sfide, i disturbi alimentari sono spesso trascurati, ma possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Conoscere questa connessione ti aiuterà a capire meglio le difficoltà che molte persone autistiche affrontano ogni giorno.

Qual è il legame tra Autismo e alimentazione?

L’Autismo (Disturbo dello Spettro Autistico – ASD) è una condizione neurobiologica che influenza la comunicazione e l’interazione sociale. Se conosci qualcuno nello spettro autistico, potresti aver notato che ha preferenze alimentari molto rigide o difficoltà con certi cibi. Questo accade perché sensibilità sensoriali e routine rigide possono rendere il rapporto con il cibo più complesso. Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato che molte persone con anoressia nervosa mostrano tratti autistici, suggerendo una possibile connessione tra le due condizioni.

Perché le persone con autismo hanno difficoltà con il cibo?

Ci sono diverse ragioni per cui una persona con autismo può sviluppare un disturbo alimentare:

  • Sensibilità sensoriale: consistenza, odore, colore e temperatura possono risultare fastidiosi o, al contrario, molto rassicuranti.
  • Routine rigide: alcune persone mangiano solo determinati alimenti e rifiutano nuove esperienze culinarie.
  • Difficoltà nel riconoscere fame e sazietà: questo può portare a restrizioni alimentari o episodi di abbuffata.
  • Ansia e stress: il cibo può diventare un meccanismo per gestire l’ansia o le difficoltà sociali.

Selettività alimentare: come affrontarla?

Se conosci qualcuno nello spettro autistico che ha una dieta molto ristretta, sappi che la selettività alimentare è un aspetto comune. Si manifesta attraverso:

  • Preferenza per pochi alimenti, spesso scelti in base alla consistenza o al colore.
  • Rifiuto di determinati cibi a causa di esperienze negative o sensibilità sensoriali.
  • Difficoltà nell’introdurre nuovi alimenti, con resistenza ai cambiamenti.

Forzare qualcuno a mangiare un cibo che rifiuta può peggiorare la situazione. Un approccio graduale e rispettoso aiuta a rendere il momento del pasto meno stressante.

Se vuoi sapere cosa dire e cosa non dire a una persona che soffre di disturbi alimentari, leggi anche questo articolo.

Quali disturbi alimentari sono più comuni nelle persone con autismo?

Tra i disturbi più frequenti ci sono:

  • Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID): rifiuto di certi alimenti per motivi sensoriali o selettività estrema.
  • Anoressia nervosa: la rigidità cognitiva e il bisogno di controllo possono portare a un’alimentazione molto restrittiva.
  • Binge Eating Disorder: abbuffate dovute alla difficoltà nel riconoscere i segnali di fame e sazietà o a strategie di compensazione emotiva.

Cosa puoi fare per aiutare?

Se conosci qualcuno nello spettro autistico che manifesta difficoltà con il cibo, ecco alcuni suggerimenti per supportarlo:

  • Comprendi le cause: osserva se il problema è legato a sensibilità sensoriali, rigidità comportamentali o ansia.
  • Evita forzature: obbligare qualcuno a mangiare certi alimenti può aumentare il rifiuto.
  • Coinvolgi specialisti: un dietista o un terapeuta esperto in autismo può essere di grande aiuto.
  • Favorisci l’autonomia: offrire scelte sicure e rispettare le preferenze aiuta a ridurre lo stress.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) può essere d’aiuto?

Se una persona con autismo ha difficoltà a esprimere i propri bisogni alimentari, la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) può essere un ottimo strumento. Ecco alcuni modi in cui può aiutare:

  • Tabelle visive e PECS: immagini che indicano alimenti accettati o rifiutati.
  • Routine alimentari strutturate: schemi illustrati dei pasti per ridurre l’ansia.
  • Uso di storie sociali: spiegazioni visive per prepararsi al momento del pasto.

Un futuro più inclusivo

Parlare di Autismo e disturbi alimentari significa sensibilizzare su un problema che spesso viene ignorato. Se hai a cuore il benessere di una persona con autismo, conoscere e rispettare le sue esigenze alimentari è un grande passo avanti. Ognuno ha il diritto di vivere il cibo come un’esperienza serena e positiva, e con il giusto supporto, questo è possibile!

BIBLIOGRAFIA

Arduino, G.M (2007), “Facilitare la comunicazione nell’autismo”, Trento, Erikson

Cafiero J.M (2005), “Comunicazione aumentativa e alternativa”, Trento, Erikson

Gava Maria Luisa (2007), “La comunicazione aumentativa alternativa tra pensiero e parola”, Milano, FrancoAngeli. 

Mazzone Luigi (2018) “La selettività alimentare nel disturbo dello spettro autistico”

Warrich A. (2003), “Comunicare senza parlare. Comunicazione aumentativa e alternativa nel mondo”, Torino, Omega edizioni.

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